Depressione e ipnosi – Una terapia efficace

Cos’è la depressione

La depressione è un disturbo dell’umore che si manifesta con delle caratteristiche piuttosto precise fra le quali:

  • umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno
  • marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività
  • insonnia o ipersonnia
  • agitazione o rallentamento psicomotorio
  • faticabilità
  • mancanza di energia
  • sentimenti di autosvalutazione e/o di colpa eccessivi o inappropriati
  • ridotta capacità di pensare e/o di concentrarsi

I disturbi dell’umore sono malattie invalidanti e hanno un impatto notevole su tutti gli ambiti della vita. Difficoltà nel lavoro, nello studio, nelle relazioni familiari e amicali, nel rapporto con il cibo e con il sonno. La depressione ha sicuramente un grande impatto causando una fortissima sofferenza e un crescente senso di impotenza a chi ne sperimenta  il peso e alle persone che gli stanno accanto.

Eziologia:

Sono state formulate molte teorie riguardo alle cause sottostanti e tutte concordano nell’ipotesi di una molteplicità di fattori fra i quali aspetti genetici, aspetti psicologici e aspetti sociali. Per una trattazione più approfondita rimando a questa spiegazione del modello bio-psico-sociale. Quello che interessa dal punto di vista pragmatico, è il trattamento.

Decorso e trattamento:

Il decorso dei disturbi dell’umore è molto variabile, un episodio potrebbe durare alcune settimane oppure più a lungo; non ripresentarsi mai più oppure avere delle ricadute. Il trattamento risulta essere determinante sia per la remissione dei sintomi che per la prevenzione di eventuali ricadute.

Il trattamento può essere psicoterapico e/o farmacologico. La psicoterapia si è dimostrata molto efficace nel trattamento della depressione (Antonuccio, Danton & DeNelsky, 1995), in particolare la psicoterapia ipnotica (Spanos & Coe, 1992; Yapko, 1990,1995); altre ricerche hanno dimostrato che l’ipnosi clinica ha ottenuto una probabilità significativamente più alta di ottenere risultati più favorevoli rispetto ad altri trattamenti. (Kirsch, Montgomery & Sapirstein, 1995; Lynn, Kirsch, Barabasz, Cardena & Patterson, 2000; Schoenberger, 2000).

La psicoterapia ipnotica rappresenta quindi un’ottima cura naturale per la depressione; in particolare, se combinata con tecniche considerate dalla letteratura più cognitive come ad esempio la mindfulness o l’EMDR, aiuta ad affrontare il problema da differenti punti di vista che si sono dimostrati scientificamente validi nel trattamento della depressione. E’ stata condotta anche una meta analisi da Shih M, Yang YH, Koo M. 2009 che ha dimostrato come l’ipnosi può migliorare significativamente i sintomi della depressione (p <.001). L’ipnosi dunque può essere considerata uno strumento efficace e assolutamente valido per ridurre i sintomi, per prevenire le ricadute, per aumentare il senso di autoefficacia e per imparare nuove strategie volte a fronteggiare lo stress.

Riferimenti bibliografici

Antonuccio, Danton & DeNelsky (1995). “Psychotherapy versus medication for depression: Challenging the conventional wisdom with data.”  professional Psychology:Research and Practice, 26,6,574-585.

Spanos, N. & Coe, W. (1992). “A socialpsychological approach to hypnosis.” In E. Fromm & M. Nash (Eds.), Contemporary hypnosis research (pp.102-130). New York: Guilford.

Kirsch, I., Montgomery, G., & Sapirstein, G.(1995). “Hypnosis as an adjunct to cognitivebehavioral psychotherapy: A meta-analysis.” Journal of Consulting and Clinical Psychology,63, 214-220. Cardena & Patterson, 2000; Schoenberger, 2000

Yapko, M. (1988). When living hurts: Directives for treating depression. New York: Brunner/Mazel.

Yapko, M. (1990). Trancework: An introduction to the practice of clinical hypnosis (2nd ed.).New York: Brunner/Mazel.

Yapko, M. (1992). Hypnosis and the treatment of depressions. New York: Brunner/Mazel.

Yapko, M. (2001). Treating depression with hypnosis: Integrating cognitive-behavioral and strategic approaches. Philadelphia, PA.: Brunner/Routledge.

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